tav_14-300x239 Vita extraterrestre, accettata perfino dal Vaticano

Che senso ha porsi oggigiorno il dubbio se esistano o meno forme di vita extraterrestri? Indubbiamente esistono nel senso stretto del termine di vita, e di questo ne abbiamo avuto prova sia da Marte che negli studi condotti in laboratorio sull’atmosfera di Giove (vi si creerebbero spontaneamente basi di amminoacidi), tanto per fare due esempi. La vita fuori dalla Terra esiste eccome, anche se si trattasse solamente di batteri o esseri monocellulari oppure virus. E tanto basterebbe per chiudere il dibattito sulla questione di forme di vita aliene.

Ma non è certo l’esistenza di batteri od essere unicellulari a stuzzicare il nostro interesse. Nemmeno per sogno, tanto che perfino il Vaticano arriva a porsi questioni e dare risposte su forme di vita extraterrestri, o come direbbero gli inglesi gli ALF (Alien Life Form). Quello che infatti andiamo sondando nelle profondità dello spazio da un secolo a questa parte circa, è la ricerca di esseri intelligenti, più o meno come noi, ma che mostrino segni di intelligenza e civiltà. Esseri dunque dai quali potremmo imparare e ai quali potremmo altrettanto insegnare, ovvero creature diverse perfino dalla “normale” vita animale, capaci cioè di eseguire calcoli, con potenzialità mnemoniche complesse e possibilità di linguaggio. Ma oltre all’intelligenza, questi esseri avrebbero anche un’anima? Sarebbero casti o peccatori, redenti o condannati per sempre? Può un cristiano (nel caso nostro specifico) credere agli alieni?

«E’ possibile credere in Dio e negli extraterrestri» e «si può ammettere l’esistenza di altri mondi e altre vite, anche più evolute della nostra, senza per questo mettere in discussione la fede nella creazione, nell’incarnazione e nella redenzione» lo afferma padre Josè Gabriel Funes della Specola Vaticana, in un’intervista dell’osservatore romano, come riportato anche su La Repubblica.

«Come esiste una molteplicità di creature sulla terra, - prosegue padre Funes - così potrebbero esserci altri esseri, anche intelligenti, creati da Dio. Questo non contrasta con la nostra fede, perché non possiamo porre limiti alla libertà creatrice di Dio. Per dirla con San Francesco, se consideriamo le creature terrene come ‘fratello’ e ’sorella’, perché non potremmo parlare anche di un ‘fratello extraterrestre’? Farebbe parte comunque della creazione»

L’astronomia dunque, secondo quanto arriva dal Vaticano non implica necessariamente anche l’ateismo, in quanto l’esistenza di altre forme di vita intelligenti non stride con l’esistenza degli esseri umani, razza eletta da Dio, creata a sua immagina e somiglianza, tanta amata da destar perfino la ribellione degli Angeli. Nonostante ciò sembra però che le razze aliene non possano godere della redenzione portata da Cristo nell’atto della Resurrezione. «Gesù si è incarnato una volta per tutte. L’incarnazione è un evento unico e irripetibile. Comunque sono sicuro che anche loro, in qualche modo, avrebbero la possibilità di godere della misericordia di Dio, così come è stato per noi uomini» Conclude l’astronomo vaticano. Certamente è concessa loro la misericordia, ma in altra sede e sotto altra forma probabilmente, oppure non gli è concessa affatto. Un bel dubbio, come potrebbe essere anche quello su dove finirebbero le potenziali anime degli ALF.

Mentre in Vaticano cercano di sbrogliare il dubbio amletico, noi torniamo ad osservare i cieli e sperare semplicemente di trovar conferma di non essere (o non essere stati) soli nell’Universo, magari grazie ad un eco radio da qualche remota stella della Via Lattea o, perché no, da un’altra galassia, rassicurati del fatto che i futuribili visitatori da incontri del terzo tipo non porteranno con se una Bibbia, né una croce.


Categorie: fantascienza, spazio

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Autore: Astaroth
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