C’è vita fuori dalla Terra? E soprattutto, questa vita potrebbe essere intelligente?

Il quesito ci tormenta da millenni, eppure risposte univoche sono difficili da trovare. L’ultima ricerca dello scienziato inglese Andrew Watson smentisce l’immaginario collettivo (che va da E.T. ad Asimov, da Independence day a Men in Black) sugli alieni, e afferma che le possibilità che in giro per lo spazio esistano forme di vita simili a quella dell’uomo sono solo dello 0,01%. I fanatici degli Ufo storceranno la bocca, ma le ricerche di Watson pubblicate sulla rivista scientifica Astrobiology si basano su due osservazioni da cui è difficile prescindere: il ciclo di vita di un pianeta e il ciclo di evoluzione di una specie intelligente come l’uomo.
Gli umani si sono evoluti, dice Watson, attraverso quattro fasi critiche:
- batteri unicellulari
- cellule complesse
- cellule specializzate alla formazione di organismi complessi
- vita intelligente dotata di un linguaggio stabilizzato.
Un pianeta adatto allo sviluppo di una vita intelligente (che arrivi dunque alla quarta fase) dovrebbe essere non solo un pianeta “ospitale”, ma anche un pianeta ospitale per un periodo di tempo sufficiente a consentire questa articolata e lunga evoluzione.
La possibilità che possano esistere nella nostra galassia pianeti che offrano un ambiente adatto alla vita per un periodo di tempo sufficiente sono, afferma Watson, più che rare.
Categorie: astronomia, fantascienza
Tag: alieni, Astrobiology, et, extraterrestre, processo evolutivo, spazio, vita, watson
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Ottima davvero la...
ok, ma allora nn ho...


a me sembra un po azzardata come teoria….troppo semplice buttarla così