Secondo il docu-fiction prodotta da Discovery Channel e proiettato in questi giorni al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano, lo sbarco su Marte è previsto per il 2030.
Sarà possibile? Probabilmente non per quella data, ma le possibilità che questo possa avvenire negli anni a seguire sono molte alte. In effetti, l’uomo, prima o poi, sarà costretto a emigrare su altri pianeti. Il continuo aumento della popolazione mondiale e le risorse del nostro pianeta, invece, in continua diminuzione, renderà questa una scelta quasi obbligata.
Ma quando vedremo la prima impronta umana sul pianeta rosso? E’ troppo presto dirlo, come è azzardata speculare una data precisa. Ci sono vari problemi da superare. Il primo è il trasporto: c’è bisogno di un astronave in grado di affrontare un viaggio che con le attuali tecnologia non dovrebbe durare meno di tre anni. Dovrà resistere in particolari alle radiazioni presenti nello spazio.
Un secondo aspetto da tenere in considerazione è il fattore psicologico: in particolare bisogna analizzare quelle che potrebbero essere le reazioni degli astronauti ad un viaggio così lungo e come potrebbero reagire a vivere per molto tempo su un pianeta che non è la Terra. Si pensa che quello su Marte, almeno per le prime volte possa essere un viaggio di sola andata.
Il terzo problema da risolvere è relativo invece alla costruzione di una prima colonia marziana, approviggionamento dell’ossigeno, cibo, acqua, energia…
Una partita ancora lunga dunque che dovrà passare per molte sperimentazione e che in particolare dovrà nascere sulla base di una forte coperazione internazionale.
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