Un gruppo di scenziati dell’Università di Lancaster ha pubblicato sul giornale Environmental Research Letters, pubblicato dall’istituto di fisica della stessa università , un’importante ricerca che contraddice quello che è il maggiore tema portato avanti degli scenziati che non credono nel global warming, o meglio che non credono nel ruolo principale svolto dalla Co2 nelle dinamiche di riscaldamento del nostro globo.
Il team inglese, ha dimostrato infatti, che non esiste correlazione tra l’attività solare e il riscaldamento globale, concetto questo portato avanti in particolare dal Dott. Svensmark dek Centro Spaziale Nazionale Danese (DNSC), autore per altro del controverso documentario The Great Global Warming Swindle.
“Abbiamo iniziato questa ricerca, proprio sul lavoro Svensmark”, ha detto Terry Sloan da Lancaster University. “Se avesse ragione, allora staremmo andando verso la strada sbagliata, cioè quella di prendere tutte le costose misure per ridurre le emissioni di anidride carbonica”.
Secondo l’ipotesi avanzata da Henrik Svensmark, esaminando i dati meteo degli ultimi decenni,c’è un’apparente relazione tra la nuvolosità e la quantità di raggi cosmici che investono il globo. Il numero delle particelle varia in proporzione all’attività solare: quando il Sole è molto attivo il suo campo magnetico deflette i raggi cosmici che cosà giungono sulla Terra in quantità minore. La minor quantità di raggi cosmici ridurrebbe la nuvolosità , provocando dunque il riscaldamento del pianeta.
Il Professore Sloan e la sua squadra investigato nel corso di uno dei cicli naturali del Sole (che dura 11 anni) e nel suo successivo, non ha notato che una debole correlazione tra l’intensità di raggi cosmici e la copertura nuvolosa che potrebbe al massimo spiegare solo un quarto dei cambiamenti in nuvolosità .
Ovviamente la questione è ancora aperta. Se da un lato Svensmark si difende, accusando Sloan di aver usato una metodologia nello studio sbagliata e facendo riferimenti ad altre prove come il surriscaldamento che sta avvenendo anche su altri pianeti del sistema solare, dall’altro subendo pesanti critiche da una buona fetta della comunità scientifica che ovviamente propendono per il legame global warming-CO2.
Il Comitato intergovernativo sul cambiamento climatico (IPCC),ha concluso che, dal momento che le temperature stanno aumentando rapidamente, il contributo degli uomini con l’emissione di gas serra ha superato quello della variabilità solare di un fattore pari a circa 13 a 1.
Secondo Terry Sloan, il messaggio proveniente da sua ricerca è semplice. “Abbiamo cercato di confermare l’ipotesi di Svensmark, ma non abbiamo potuto, per quanto possiamo vedere, egli non ha alcun motivo di contestare l’IPCC - l’IPCC ha ragione.
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