Ho saputo soltanto oggi (visto che i feed il sabato e la domenica non li controllo) che nella serata di sabato 1 marzo, nei cieli del nord italia è stato avvistato un bolide. Per chi non l’ho sapesse il bolide è una sorta di meteorite che attraversando l’atmosfera terrestre dà vita ad eccezionali fenomeni luminosi ed acustici causati dall’attrito con gli strati atmosferici.
In relazione agli avvistamente avvenuti dalla ore 23.45 si è potuto tracciare l’ipotetica traiettoria assunta da questo polide.
L’evento seppure raro e straordinario non è stato ripreso dalla carta stampata ed io sono venuto a conoscenza dell’accaduto grazie al sito Astronomia.com
In questa foto rilasciata dall’ Australian Antarctic Division, sono visibili alcuni tunicati, animali simili a “tulipani di vetro”, per la prima volta visti nelle acque antartiche nel gennaio del 2008. Gli scenziati esplorando queste acque fredde hanno scoperto altre misteriose creature di cui fino a quel momento ignoravano l’esistenza: enormi ragni di mare o grossi vermi.
Non è però una cosa così inusuale la scoperta di nuove specie nelle vaste profondità marine. I “Deep sea”, termine inglese che indica i mari profondi, sono degli ambienti particolarmente sconosciuti. Questo dovuto è dovuto a vari fattori. Prima di tutto la mancanza di tecnologia idonee a raggiungere certe profondità e in secondo luogo i costi esosi legati a queste missioni.
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Spesso quando parliamo di energia “pulita” ci riempiamo la bocca con paroloni come Turbine eoliche e pannelli solari. Niente di più sbagliato per l’amor di Dio, ma su alcuni fattori il più delle volte non si riflette. E’ il caso in particolare delle turbine eoliche, che molti guardano come la panacea per tutti i mali, come l’unico sistema per risolvere i problemi legati alla crisi energetica e all’inquinamento.
Questo tipo di persone io le amo definire estremisti ambientali; vi assicuro che ne sono tante e io stesso sono costretto per quello che studio ad averci a che fare.
Ora, quando si parla di energie rinnovabili ed alternative, mi trovi sempre concorde con il solare. Se si riuscisse a ridurre i costi di produzione dei pannelli sarebbe ancora meglio, ma la vedo una strada molto percorribile per molti fattori, che non sto qua a sviluppare per non rischiare di uscire fuori dalla tematica che voglio trattare.
Continuando il discorso di prima, sono molto favorevole al fotovoltaico, un pò meno all’eolico. Non che le turbine eoliche mi stiano antipatiche ma secondo me il gioco non vale la candela.
Per creare una grande quantità di energia infatti, c’è bisogno di costruire enormi parchi eolici. Ovviamente questi vanno messi in posti molto ventilati e con una ventilazione anche forte, altrimenti quelle pale la non le giri. Il risultato? Semplice: l’ambiente viene deturbato in maniera spesso irrimediabile.
Attenzione, non parlo di un danno all’ambiente in senso stretto, ma più che altro della distruzione di certi paesaggi che andrebbero salvaguardati. Certo qualcuno mi accuserà di fare ragionamenti sciocchi e superficiali. Ci può anche stare e sono critiche che accetto.

Tuttavia questo tipo di ragionamento non è soltanto mio, ma ci sono numerose persone che la pensano come me. Un gruppo di queste lavorano alla Sway una compagnia norvegese, che sta sviluppando un sistema che permetterà di situare turbine eoliche in mare nelle aree dove i venti sono più forti e dove le turbine sono nascoste dagli occhi dei passanti, come dire occhio non vede cuore non duole. Lo SWAY® system avrà la capacità di supportare turbine da 5MW in acque profonde dagli 80m a più di 300m.
Un passo avanti, anche se però resta da vedere la resa di queste strutture. Che effetti avrà l’acqua salata sugli ingranaggi delicatissimi di queste macchine? Quanto costerà la manutenzione? Quanto dureranno?
Voi cosa ne pensate?

In ciascuno di noi, c’è quell’instintivita a trattare i bambini come speciali, proteggendoli e fare in modo che loro sopravvivano. Lo stesso Darwin aveva detto che negli infanti c’era qualcosa che spingesse gli adulti a prendersi cura di loro, per il proseguimento della specie.
Il premio Nobel Konrad Lorenz, quello che ha scritto L’anello del re Salomone, vedeva nella specifica struttura del viso del neonato, quell’imput che spingesse alle cure parentali. Le attinenze biologiche però, rimanevano abbastanza elusive.
Una ricerca recente, condotta da Morten Kringelbach e Alan Stein dell’università di Oxford, ha dimostrato, attraverso l’uso della magnetoencefalografia, che una parte del cervello, umano chiamata cortecca orbitofrontale media, è particolarmente attiva quando si è di fronto ad un volto di bambino, ma non quando si osserva il volto di una persona adulta.
fonte [ScienceDaily]
“No caro, non ho voglia questa sera, ho un terribile mal di testa”… quante volte vi siete sentiti dire questa frase? Spero per voi in pochissime occasioni.
Da oggi però la vostra metà sarà costretta a trovare una scusa migliore. Uno studio americano, condotto dal professore James Couch dell’ Oklahoma Health Sciences Center, ha dimostrato infatti che i rapporti sessuali avrebbero un effetto lenitivo sui pazienti sofferenti di emicrania. Per altro sembra che questo sia più efficace per le donne che per gli uomini.
Per il momento però, la ricerca è ancora in alto mare, anche se c’è qualcuno che esprime in maniera simpatica i propri dubbi in proposito.
“Io dubito che il sesso possa essere una cura per l’emicrania,” ha affermato infatti Randolph Evans, professore alla Baylor College of Medicine. “Non si può lasciate tutto in ufficio e dire: ‘hey, ho un’emergenza medica!’”
[fonte 60secondscience.com]

La provocazione viene dal Camerun. Il ministro delle foreste Joseph Matta si è detto disponibile a dare in affitto circa 830 mila ettari di foresta vergine. L’area in questione, chiamata foresta di Ngoyla-Mintom, si tratta di un’importante corridoio ecologico tra i parchi nazionali che si trovano a ridosso. L’immagine di inizio post rende bene l’idea dell’importanza che questa foresta ha nell’ecologia del luogo.
Ovviamente si tratta di un ricatto bello e buono. Un modo pulito per giustificare l’operato del governo nel caso in cui nessuno si facesse avanti. Non è la prima volta che si verifica una situazione del genere, il prezzo però di due dollari a ettaro poi, sembra scoraggiare molti enti.
Certo è, che se il governo camerunense volesse seriamente fittare quell’area, potrebbe benissimo fare un azionariato popolare a livello mondiale. Non penso che nessuno si farebbe avanti per comprare qualche ettaro. Io onestamente una ventina di dollari l’anno li fitterei e come me penso in tanti.
Non sarà questo l’ennessimo pretesto per vendere il tutto a qualche multinazionale o cominciare a disboscare?
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Ottima davvero la...
ok, ma allora nn ho...

