La giornata appena trascorsa è stata memorabile per la ricerca spaziale europea.
L’ATV Jules Verne ha infatti completato la sua manovra di attracco alla ISS portando a termine la prima missione di rifornimento completamente automatizzata.
L’ATV Jules Verne è infatti una sorta di “camion” spaziale senza pilota che, una volta guadagnata l’orbita spinto da un razzo Ariane, è in grado di viaggiare e attraccare con una stazione spaziale in completa autonomia.
Questo moduloè la punta di diamante della ricerca dell’Ente Spaziale Europeo ed è il primo veicolo in grado di eseguire un attracco con la stazione spaziale internazionale in maniera autonoma.
La manovra di attracco in orbita è parecchio complicata ma, grazie ad un complesso sistema di GPS e sensori laser il computer della Jules Verne è in grado di attraccare autonomamente, restando naturalmente sotto uno stretto monitoraggio da parte del controllo missione.
Grazie a Verne, e agli altri ATV che prenderanno servizio nei prossimi anni, l’ente spaziale europeo entra a pieno titolo in quella ristretta cerchia di enti spaziali in grado di trasportare un carico alla stazione spaziale internazionale in maniera autonoma.
Un grandissimo risultato quindi, che conferma il ruolo da protagonista della ricerca spaziale europea nella conquista dello spazio.
Più informazioni sul sito dell’ESA
Qualche giorno fa vi ho parlato dell’ibrido umano-animale. Oggi ho il piacere o dispiacere di parlarvi di un sogno di alcuni ricercatori che stanno cercando di creare il primo uomo fotosintetico. Ricordo che la fotosintesi clorofilliana è l’insieme delle reazioni durante le quali le piante verdi producono sostanze organiche a partire da CO2 e dall’acqua, in presenza di luce. Mediante la clorofilla, l’energia solare (luce) viene trasformata in una forma di energia chimica utilizzabile dagli organismi vegetali per la propria sussistenza. Tali organismi si dicono autotrofi. L’obiettivo è quindi quello di creare un individuo umano perfettamente autosufficiente.
La ricerca condotta dalla Soyman, un’organizzazione dell’Uzbekistan, composta da un gruppo di espatriati americani, per lo più chirurghi e ingegneri, ha dei progetti al limite del fantascientifico. Sono convinti, infatti, che innestando sulla pelle umana particolari nudibranchi, sarà possibile da loro estrarre energia.
Questi animali infatti, di solito quelli molto sgargianti, sono caratteristici per la capacità di andare in simbiosi con le zooxantelle, particolari alghe che in cambio di protezione ,fosfati, nitrati e anidride carbonica cedono all’animale ossigeno e prodotti metabolici della fotosintesi.
Non essendo l’uomo, in grando di andare in simbiosi con queste alghe, si è pensato bene (?) di utilizzare appunto i nudibranchi come anello di congiunzione. Al momento, nonostante le minaccie di interferenza da parte della PETA, le ricerche della Soyman vanno avanti e attualmente sono alla ricerca di volontari e di soleggiate località per testare le loro ipotesi
Da tre ricerche internazionali, a cui ha contribuito anche l’Italia, coordinate da Kari Stefansson, dell’universita’ di Reykjavik, la voglia di fumare sarebbe scritto nel nostro patrimonio genetico.Non solo dallo studio, pubblicato su Nature e Nature Genetics, risulta una certa correlazione tra certi geni, la dipendenza da nicotina e lo sviluppo di malattie legate al fumo.
Diventerà questo il nuovo pretesto dei fumatori incalliti per non smettere di fumare? Tutto può essere
Via | Ansa
“Le temperature più elevate e le più pesanti precipitazioni possono aumentare la diffusione di infezioni come la malaria, che sono stati precedentemente inesistenti nel Regno Unito.” L’allarme è stato lanciato dal dottor Vivienne Nathanson Capo dell’organizzazione Scienza e Etica. Il Global Warming e il susseguente cambiamento climantico potrebbero portare in Gran Bretagnia numerose malattie scatenate dalle ondate di caldo.
In base ad una relazione della British Medical Association (BMA) gli effetti potrebbero essere evidenti già nei prossimi 10 anni. Questo però non è solo un problema legato al Regno Unito, in tutto il mondo, infatti, gli scienziati credono che il cambiamento climatico in atto potrebbe avere conseguenze potenzialemente devastanti per l’intera umanità .
Un importante studio condotto da Tony McMichael del Centro per l’Epidemiologia in Australia ha dimostrato che il cambiamento climatico è minaccia più per la salute che per l’economia.
Si chiama PICO (che sta per Palazzo dell’Innovazione e della Conoscenza), la nuova scommessa di Napoli. Una struttura pubblica di quattro piani che dispone di sale di lettura, postazioni informatizzate e - qui sta la novità - laboratori di produzione digitale e audiovisiva dotati di scanner, fotocamere e applicativi funzionali alle attività di postproduzione.
Inaugurato il 2 aprile, il Palazzo, oltre ad essere un centro informatizzato è anche un polo della conoscenza: nelle sue sale sono custodite la collezione di banche dati dell’Università di Napoli “Federico II”, i testi di Codex, la Biblioteca Digitale Italiana, e parte dello straordinario patrimonio delle Teche Rai.
Sito in via Terracina, a Napoli, nei locali dell’ex mensa della Facoltà di Ingegneria della Federico II, PICO è stato finanziato dal un POR dell’Unione Europea. In tutto 8 milioni di euro, per una struttura alla quale è possibile accedere gratuitamente.
Il Palazzo è aperto (per ora) dalle 9 alle 15.30, dal Lunedì al Venerdì. Per accedervi, basta innanzitutto registrarsi e poi, eventualmente e a seconda dei servizi a cui si vuole accedere, prenotarsi. La registrazione può essere fatta su questa pagina o in loco, così come la prenotazione. Alcune delle sale sono accessibili senza prenotazione (come le sale lettura); altre (come i laboratori di produzione digitale) sono invece utilizzabili previa prenotazione. In seguito alla registrazione, verrà consegnata all’utente una Card con la quale poter essere riconosciuto. Il tutto è gratuito.
02 Apr
Creato ibrido umano animale
Alcuni Scienziati della NewCastle University hanno riferito di avere creato il primo ibrido umano-animale iniettando del DNA, preso da cellule della pelle umana, in una cellula uovo di origine animale, si parla di vacche. Gli scenziati, da questo esperimento sperano di trarre nuove informazioni sui trattamenti di patologie gravi come il morbo di Parkinson e il mordo di Alzheimer.
Nel frattempo però, i membri della Chiesa cattolica romana parlano già di esperimenti alla “Frankenstein”. Il professor John Burn della Newcastle University, spiega, tuttavia, come l’esperimento sia completamente etico e come sia stato valutato attentamente. “Si tratta di un processo in vitro, stiamo parlando di un grumo di cellule, che non potrebbero mai andare avanti nello sviluppo” - spiega Burn e continua ” è un processo questo che non prevede l’introduzione dell’embrione in nessuno individuo, ma anzi il nostro principale obiettivo è portare la sopravvivenza di questo embrione a sei giorni (si è arrivati ad un massimo di tre) per poterne poi estrarre le cellule staminali.”
La ricerca è stata approvata dalla Human Fertilization Embryology Authority alla vigilia del dibattito alla Camera dei Comuni determinerà o meno il consentire la creazione di embrioni ibridi.















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