Secondo una ricerca condotta da Ming Hsu, professore dell’Universita dell’Illinois, la giustizia sarebbe celata nel cervello.
Lo studio, i cui risultati sono apparsi nelle pagine di Science, è stato condotto da un equipe di ricercatori nata dalla collaborazione tra l’Università dell’Illinois (Urbana-Champaign) e il California Institute of Technology.
Grazie alla risonanza magnetica, è stato possibile monitorare le attività celebrali di un gruppo di persone, che si sono offerte volontarie, quando venivano messe di fronte a scelte difficili. In pratica dovevano stabilire come dividere delle derrate alimentari destinate a un orfanotrofio dell’Uganda. Nella scelta entravano in gioco due fattori l’efficienza e l’equità. La maggior parte dei volontari che hanno partecipato alla ricerca si sono avvalse principalmente di quest’ultima caratteristica.
Lo studio ha dimostrato poi che durante queste scelte critiche nel cervello si attivano tre aree fondamentali: l’insula (risultata collegata all’equità), il putamen (nel caso dell’efficienza) e il caudato (quando si riesce a integrare equità ed efficienza, una volta presa la decisione). Proprio il coinvolgimento dell’insula, aggiungono gli studiosi, lascia pensare che l’emozione giochi un ruolo importante nello spiegare l’avversità della maggior parte delle persone per l’ingiustizia.
Via | LaStampa
Categorie: medicina

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